Hina Matsuri – la festa delle bambine

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Chiara Bettaglio
Ama il Giappone in tutte le sue forme, quando non programma siti web, cucina, legge e cuce cosplay. Parla del Giappone anche mentre dorme.

Buon Hina Matsuri!

Come ogni anno festeggiamo il 3 marzo con la ricorrenza giapponese che celebra le bambine.
Quest’anno ho partecipato al corso di cucina con origami che organizza ogni mese il ristorante Oasi Giapponese e ho avuto l’opportunità di scoprire di più su questa festa grazie ai racconti della maestra di origami.

In ogni casa giapponese che abbia bimbe, la famiglia compra ed espone le bambole per l’Hina Matsuri nei giorni precedenti il 3 marzo per portare fortuna e benessere alle figlie e fare in modo che si sposino.
Io lo associo al nostrano concetto di presepe 🙂
Il rito della bambola deriva dall’antica usanza di creare delle figurine in carta in cui trasferire le negatività nel momento della rinascita dell’anima (la primavera che si risveglia) e affidarle all’acqua su barchette di carta.

La scena ritrae il matrimonio dell’imperatore: le due figure principali sono i due sposi vestiti a festa e diverse altre figure che possono essere davvero molte, fino ad arrivare a sette “livelli”di scale su cui appoggiare le bambole.
Gli altri sono coloro che lavorano per l’imperatore, tra cui le tre dame di corte san-nin kanjo e i 5 musicisti go-nin bayashi. Coloro che lavorano per l’imperatore possono dipingere due puntini neri sopra le sopracciglia come simbolo.
Le dame di corte sono in piedi tranne quella al centro che è seduta e ha i denti dipinti di nero (segno che è sposata).

Ci sono anche vari oggetti di scena come braceri e tavolini con cibo, a lato degli sposi ci sono due lanterne poichè i matrimoni venivano celebrati alla sera.
Noi abbiamo preparato un biglietto popup con gli origami di imperatore e imperatrice, lanterne, san-nin kanjo e fiori di pesco, che tradizionalmente impersonano la purificazione, tant’e’ che si usa spesso perfino per il sapone per le mani.
La striscetta davanti alla coppia simboleggia il tatami dove sono seduti gli sposi.

Per il cibo invece abbiamo imparato a comporre il decosushi, in questa occasione a forma di principe e principessa 🙂
I dieci pezzi triangolari rappresentano le altre figurine.

Si tratta di creare un unico roll nello stesso modo in cui si creano le caramelle con i decori all’interno o le decorazioni in fimo: appoggiando vari strati colorati uno sull’altro con forme differenti si crea il disegno e poi si tagliano le “fette” per ricavare i rotolini decorati.
Per colorare il riso abbiamo usato uova di lompo per il rosso, the matcha per il verde e polvere di foglie di shiso rosso per il viola. Il collare del kimono e’ formato da una sottile fetta di tamagoyaki avvolta nell’alga nori.
Per le coroncine abbiamo ritagliato delle rondelle di cetriolo.

Devo dire che non è facile, onestamente. Bisogna pesare con cura le dosi del riso, appallottolarlo bene e formare la polpetta di riso arrotolandola molto stretta aiutandosi con il makisushi.
Penso che proverò a fare altre forme, magari fiori o animali, la tecnica è simpatica e si possono preparare bento per occasioni speciali.

Per il resto della cena abbiamo divorato insalata di tonno e avocado, orata alla griglia con broccoli al sesamo e una saporitissima zuppa di vongole che ci dicono si usa per Hina Matsuri, poiche’ le due valve della conchiglia che si schiudono (che non si toccano) potrebbero simboleggiare la vita della bambina che si separa dalla famiglia (e quindi si sposa!).
Ricordatevi di togliere però il display la sera del 3 marzo, altrimenti porterà sfortuna e la bimba non si sposerà più.

Se volete preparare l’Hishi mochi, ovvero il dolcetto che si mangia in questa occasione, trovate la ricetta dell’anno scorso qui.

 

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