Kiki Consegne a domicilio – Sformato di aringhe e zucca

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Chiara Bettaglio
Ama il Giappone in tutte le sue forme, quando non programma siti web, cucina, legge e cuce cosplay. Parla del Giappone anche mentre dorme.
Da dove arriva questa scenografica torta salata?
I più otaku tra di noi l’avranno gia’ riconosciuta 🙂
Se volete saperne di più continuate a leggere…

Oggi vorrei parlarvi di un altro film animato dello Studio Ghibli, Kiki Consegne a domicilio.
魔女の宅急便 – Majo no takkyūbin arriva al cinema oggi in Italia grazie alla Lucky Red che sta facendo un ottimo lavoro di importazione dei film Miyazakiani; questo capolavoloro dolce e poetico risale infatti al 1989, anno di realizzazione.

E’ una storia a cui sono particolarmente legata.. E’ stato uno dei primi cartoni animati dello Studio Ghibli che ho visto e parla di un argomento particolarmente caro a me.
La piccola strega Kiki deve affrontare il suo anno di apprendistato, lasciando la famiglia e imparando a cavarsela da sola. Si inventerà un lavoro sfruttando i suoi talenti, imparando la responsabilità e l’indipendenza, credendo di perdere se stessa in un momento di transizione, ma trovando una sua nuova dimensione, crescendo. Troverà anche degli amici e delle persone gentili!

Inoltre è ambientato in una cittadina di mare che potrebbe benissimo essere europea e per buona parte in una panetteria, non posso che esserne felice! 😀

Come in quasi tutti i film dello Studio Ghibli il tema del volo e le macchine volanti sono fortemente presenti nel racconto. Lo stesso nome Ghibli deriva da un aeroplano italiano usato in nordafrica.

Kiki trova riparo presso una famiglia di fornai, aiutando in negozio e allo stesso tempo portando avanti la sua attività di consegne per mezzo della sua scopa volante.

Una delle cose che preferisco è frugare visivamente in queste immagini,
per capire grazie all’accuratezza di particolari tipica di questi lungometraggi animati che cosa si può comprare al supermercato nel mondo di Miyazaki 🙂
Ad esempio qui sopra riconosco varie scatole di biscotti, detersivi e in fondo cosce di pollo tra gli scaffali del fresco.
Qui soppesando una padella si possono addirittura intuire alcune marche famose di pentole (!) e cosa interessante, la moka. Siamo in italia? Siamo in in Liguria? In fondo è una cittadina a picco sul mare come potrebbero essere molti paesi liguri….

 

La spesa di Kiki: miele, crocchette per Jiji (il suo impertinente gatto nero), latte, mele, un pacco di zucchero o farina e una tazza con su un gatto nero 🙂
Dico zucchero o farina perchè poco dopo Kiki commenta con Jiji che dovranno mangiare frittelle (o pancakes) fino a che Kiki non troverà dei clienti.
Nella panetteria si riconoscono diversi tipi di forme di pane, cannoli alla crema e cioccolato, bomboloni e nel cestino dei biscotti credo ai canditi.
I famosi pancake 🙂
Andate a vederlo al più presto, poichè non essendo un blockbuster prevedo che difficilmente resterà al cinema più di una settimana…
Vi ricordo anche il post su La collina dei Papaveri che ho scritto in occasione della sua uscita in DVD. Mi piace questa ondata di post sul cibo negli anime, credo proprio che continuerò 🙂
Ma ora veniamo alla ricetta.
Uno dei primi incarichi di Kiki consiste nel recapitare una pietanza cucinata da una anziana signora in occasione del compleanno della nipote. Kiki arriva a casa della signora ma lo sformato di aringhe e zucca non è ancora pronto perchè il forno elettrico non funziona… allora la streghetta si rende utile e dando una mano aiuta a completare la cottura in tempo per la festa.
Ingredienti:
mezza zucca butternut
1 carota
1 costa di sedano
mezza cipolla
uno spicchio d’aglio
prezzemolo

2 confezioni di pasta sfoglia rettangolare

6 filetti di aringa deliscati e freschi

qualche oliva nera denocciolata
1 tuorlo
Riducete a pezzi le verdure e soffriggetele per qualche minuto in una pentola con un filo d’olio.
Coprite con dell’acqua o del brodo di verdura fino a ricoprire leggermente la verdura. Cuocete a fuoco medio con il coperchio per una ventina di minuti, fate riassorbire i liquidi. Salate e pepate.
Frullate il composto fino ad ottenere una crema densa e lasciate raffreddare.
Ricoprite con la crema di zucca il fondo di una terrina da forno e adagiate sopra i filetti di aringa. Ricoprite con una delle due sfoglie. Sbattete il tuorlo con un goccino d’acqua e un pizzico di sale ed usatelo come colla per le decorazioni a forma di pesce. Divertitevi e alla fine spennellate tutto con l’uovo rimasto. Appoggiate le mezze olive come nella figura tutto intorno e infornate per mezzora a 180° in forno ventilato.
E’ da gustare il giorno dopo leggermente tiepido.


Lo sformato della signora

Il mio sformato

 

Kiki lo cuoce nel forno a legna 🙂

 

11 commenti

  1. Che strano non mi ricordavo questa scena e pensare che siamo una famiglia di malati di Miyazaki avevamo tutta la sua produzione in giapponese sottotitolata in italiano e non ci stancavamo mai! Comunque potrebbe essere l'Italia il posto dove si svolge la storia, anche Porco Rosso è ambientato in Italia e la chicca dei doppiatori è l'accento torinese del meccanico che costruisce l'idrovolante col motore Fiat al protagonista!!! Non sapevo che proiettassero anche questo anime al cinema in Italia credevo che Totoro fosse stato un caso isolato perciò ti ringrazio e mI cerco la sala più vicina.

  2. Eh sisi Miyazaki ce l'ha con l'italia, come tutti i giapponesi… ci hanno questa passione incondizionata per il nostro paese…

    La lucky red sta facendo davvero un bel lavoro a portare in italia tutti i film ghibli che ci sono stati negati dalla gestione Disney per anni. Spero che continuino e spero che la gente vada di piu' al cinema a vederli, che meritano davvero!

  3. Ora meriterò un sonoro schiaffone, ma ammetto di non aver mai visto un film di Miyazaki, anche se è da molto che mi riprometto di farlo, almeno tentarci (sì, a volte ho un po' di riserve per l'animazione).

    Questo sformato è particolarissimo nel gusto, e meraviglioso nella sua estetica.
    Interessante, molto!

  4. Ma Giulia che schiaffone? Anzi e' il momento di cominciare a vederli! Non e' la solita animazione a cui i film disney ci hanno abituato.. Io la preferisco, assolutamente non sdolcinata e ricca di spunti.
    A tutt'oggi lo Studio Ghibli è l'unico che ancora realizza le animazioni a mano e acquerelli/pastelli (tranne alcuni particolari in CG ma solo in Terramare) e soprattutto è fiero di farlo. Ho avuto la fortuna di vedere la mostra dedicata a Ponyo nel 2009 presso il Museo Ghibli a Tokyo e sono rimasta senza parole.. Erano esposti gli sfondi originali, i bozzetti e tutto il materiale di produzione.. avrei voluto portarmi via tutto e tappezzarci casa… mi sa che ci scrivero' un post! 😀

  5. Ho rivisto recentemente questo meraviglioso film dello studio Ghibli e se posso permettermi di azzardare un ipotesi , direi che siamo in una città che richiama a tratti l’Italia ma molto anche la Germania; infatti molte delle insegne dei negozi hanno un font che ricorda molto un carattere tedesco e degli stemmi che ricordano il simbolo di Francoforte ; inoltre alcuni personaggi hanno tratti simili a persone tedesche di altre produzioni dello studio. Certo non si può affatto negare il fatto che molte cose del borgo cittadino ricordano tanto i paesi del centro Italia. Ad ogni modo un film meraviglioso, proverò la ricetta.
    Un abbraccio

    • Si, Kiki è decisamente ispirato alle città dell’europa, azzarderei del nord, quindi sì a germania, danimarca e penisola scandinava. C’è molto dell’amore di Miyazaki per l’Italia e per l’europa nei suoi lavori, ed è meraviglioso soffermarsi ad ammirare i dettagli. Sono curiosa ed impaziente del nuovo film, quello che sta faticosamente portando a termine. Un abbraccio anche a te, a presto!
      chiara

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