La storia del Xmas Pudding…

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Succede che qualche tempo prima di Natale, tipo un paio di mesi, incappo nella trasmissione di Nigella “Feasts” dove mostra come fare dei dolcini natalizi con gli avanzi del Xmas Pudding. Succede pure che per lavoro viaggio spesso e passo da Londra a salutare amici 🙂 
Succede che in uno di questi viaggi di lavoro l’anno scorso diciamo verso meta’ dicembre mi capita di assaggiare questo Xmas pudding e di trovarlo buono e alcolicamente pericoloso LOL 🙂 
Insomma era la prima volta che lo provavo, poi diciamo che me ne sono dimenticata complice il fatto che questo tipo di dolci natalizi in italia non hanno successo, come siamo orgogliosi e pieni di panettoni, pandori, pandolci e altre delizie nostrane.
Ho passato un paio di settimane dunque dopo aver riesumato il ricordo di questo pudding, a documentarmi su come si facesse, sugli ingredienti e pure sul metodo di preparazione che mi sembrava parecchio strano: va infatti fatto riposare per sei settimane prima del consumo.
Ora, pazienza a parte ero anche molto preoccupata di lasciare seppure fuori al freddo sul balcone, un dolce a zonzo per cosi’ tanto tempo, ci avrebbe mandato tutti all’ospedale il giorno di natale? 🙂

Discutendone con una collega inglese mi ha confermato la ricetta, adducendo come valida motivazione che la quantita’ di alcol contenuta è talmente alta che avrebbe agito da “disinfettante” per eventuali batteri, a patto di lasciare il dolce al freddo. 
Le ho creduto e ci siamo imbarcati in quest’avventura 🙂 
Dico “ci siamo” perche’ ho coinvolto la famiglia, una volta cucinato il bestio l’ho affidato alle loro cure, in modo che potessero prendersi cura del bambino su di un balcone meno assolato e meno esposto alle intemperie del mio. 
Ovviamente non sono mancati momenti di ilarita’. La mia collega mi ha consigliato in aggiunta alla ricetta originale di aggiungere un mezzo bicchiere di vodka alla bisogna fino al compimento della sesta settimana in modo che il dolce l’assorbisse. Ho ricevuto telefonate dalla mamma dove mi informava delle condizioni di salute del bimbo e se fosse o meno il caso di dargli qualcosa da bere 😀
Comunque siamo arrivati in qualche modo al giorno di natale, abbiamo finito di cuocere il bestio al vapore per le tre ore restanti e gli abbiamo dato fuoco. La scena e’ stata epica, mia madre non era molto convinta di versare il brandy in fiamme sul dolce mentre io fotografavo e mio fratello se la rideva, comunque siamo riusciti a non dare fuoco alla cucina e a tagliarne una fetta per assaggiarlo 🙂 
Che dire? E’ una botta alcolica. Piena di aromi natalizi e sapori complessi che vanno pero’ serviti a piccole dosi. La frutta secca e il brandy sono da sempre un ottimo binomio e qui offrono un dolce diverso dai nostri, adatto a freddi robusti ma comunque interessante. 
Si serve al meglio un po’ tiepido, anche leggermente tostato sul grill, con una palla di buon gelato alla vaniglia o crema inglese. 
Sono tornata a casa mia la sera di Santo Stefano, in macchina. 
Dieci minuti circa dopo la mia partenza ricevo la telefonata della mamma che mi annuncia con entusiasmo: “Ehi! Sto guardando Downtown Abbey e hanno appena portato un pudding in tavola e gli hanno dato fuoco augurando buon natale!! Allora e’ vero!!”.
Ma perche’ quando l’ho detto io nessuno mi ha creduto?? 😉
Ecco la ricetta di Nigella, che lei assicura sia la migliore in assoluto: 
Foto tratta dal sito di Nigella Lawson
 
150 gr di mirtilli rossi
150 gr  di uvette
150 gr di prugne secche tagliate a pezzi
175 ml brandy (Nigella usa lo Xerez ma io non l’ho trovato…) 
100 gr di farina
125 gr di mollica fresca tritata
150 gr di strutto
150 gr di zucchero muscovado
1 cucchiaio di cannella macinata
mezzo cucchiaino di chiodi di garofano macinati (se non li trovate usate il misto 5 spezie di natale) 
1 cucchiaio di lievito
la buccia grattuggiata e il succo di un limone
3 uova
1 mela media grattuggiata (tipo quelle da cuocere, pelatela prima) 
2 cucchiai di miele
125 ml di vodka (+ altra vodka piu’ avanti per il “bambino”) 



Vi servira’ inoltre una bacinella di vetro pyrex capiente col coperchio (tipo quelle da freezer e resistente al calore) e una pentola grande dove la bacinella ci deve entrare per intero e stare comoda (con il suo coperchio).

Cominciate col mettere a bagno la frutta secca nel brandy per almeno una notte: io ho usato un contenitore di vetro come quello richiudibile a molla per le marmellate.
Mettete a bollire un po’ d’acqua nella pentola (non molta, quando calerete la bacinella di vetro il livello salira’) e intanto mescolate tutti gli altri ingredienti in una insalatiera. Nigella dice proprio cosi’, io vi dico come ho fatto io: ho sbattuto leggermente le uova con lo zucchero ma senza farle montare, ho poi aggiunto il miele, gli altri ingredienti liquidi, poi la farina facendo attenzione a non far formare i grumi, poi il resto degli ingredienti lasciando per ultime le spezie. A proposito di queste ho messo un po’ piu’ di cannella del previsto e aggiunto pure un mezzo cucchiaino di zenzero in polvere e devo dire che il risultato mi e’ molto piaciuto 🙂
Imburrate la bacinella di vetro e il coperchio (si! anche il coperchio) e versate il composto. Avvolgete la bacinella in alluminio in modo da sigillare bene il dolce per evitare che entri dell’acqua. Il coperchio in plastica della mia bacinella non era a perfetta tenuta quindi ho preferito fargli due giri :).
Mettete sul fondo della pentola piena d’acqua uno strofinaccio per non far sbattere la bacinella quando l’acqua bolle, e con molta attenzione e cercando di non scottarvi, calate la bacinella nella pentola.
L’acqua dovra’ arrivare almeno a meta’ della bacinella. Coprite con un coperchio e lasciate bollire l’acqua a fuoco basso per 5 ore, controllando ogni tanto il livello dell’acqua e aggiungendone altra, sempre calda, all’occorrenza.
Quando il tempo di cottura e’ passato, rimuovete con attenzione il recipiente (io ho lasciato raffreddare un pochino l’acqua prima!!) e riponete il dolce con tutta la bacinella, senza aprirlo, sul balcone in un luogo riparato, meglio se in un armadietto o se avete un giardino mettetelo nel capanno, avvolto in un panno o in altra carta alluminio in modo che non entrino animaletti indesiderati.

Ora, la mia collega ha consigliato di dargli da bere un dito di vodka alla settimana in modo che il dolce lo assorba. Noi lo abbiamo fatto solo due volte in sei settimane perche’ la superficie del dolce ci sembrava gia’ abbastanza umida.

Passate le sei settimane al fresco riportatelo in casa e predisponete nuovamente la pentola con l’acqua. Stavolta dovrete farlo cuocere al vapore per 3 ore, con le accortezze di cui vi ho gia’ parlato.

Servitelo in tavola flambe’: Scaldate un mestolino contenente brandy e accendetelo con attenzione e un fiammifero. Versatelo sul dolce con delicatezza.
Lasciatelo esaurire e servite con panna, crema inglese o gelato alla crema o fiordilatte.

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