Cucina da campo

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Chiara Bettaglio
Ama il Giappone in tutte le sue forme, quando non programma siti web, cucina, legge e cuce cosplay. Parla del Giappone anche mentre dorme.

Torno come ogni anno all’ovile dopo il campo scout, stanca ed ammaccata ma soddisfatta e piena di altre emozioni. In attesa del famoso post londinese che ancora devo scrivere 😛 e delle altre 15 ricette che ho fotografato ma ancora non ho avuto il tempo di pubblicare vi posto una riflessione che mi ha accompagnato per buona parte della settimana scorsa, trovandomi ad essere una volta tanto “ospite” a pranzo della squadriglia di turno.

Al campo si cucina. I ragazzi cucinano. Quindicenni perlopiu’.
Al campo si accende il fuoco con la legna e i fiammiferi. Se non riesci a mantenere un bel fuoco caldo e scoppiettante la pila dell’acqua non bolle, e tu non mangi. Se non riesci ad accenderlo, tu non mangi.
Non ci sono manopole del gas da regolare, per abbassare il fuoco togli la padella.

Al campo non c’e’ tempo di elaborare ricette raffinate. Al fischio di cambusa recuperi i viveri per la tua squadriglia e con quelli devi produrre un pranzo, senza avanzare niente. Come li combini sono affari tuoi.

Al campo non c’e’ la mandolina, il frullatore, il pelapatate, il minchiaruolo.
Al campo se proprio proprio ti va bene ti trovi a girare la pasta col manico dell’accetta. E devi fare attenzione a non scolarti l’acqua della pasta sui piedi.

Al campo se il pane e’ vecchio, non si butta. Si mangia lo stesso. O si inventa un nuovo modo per farlo fuori.
Al campo non ci sono i pomodori arancioni del sanniomarzio, i pomodori tigrati dai due colori, i pomodori succosi biologici che ti arrivano a casa per corriere espresso.
Al campo ci sono i pomodori.

Eppure.

Eppure c’e’ allegria, si ride, si scherza, si gioca.
Eppure alla fine si mangia, non importa se la pasta e’ un po’ crudina o scotta.
Eppure il sapore di quel cibo val mille ricette studiate a tavolino.

Ci affanniamo tanto ad inseguire il sapore autentico, originale, intrigante.
Lo abbiamo sotto agli occhi, e’ il sapore della passione, e questo basta.

Vi lascio con la ricetta della frittata al fuoco di campo 🙂

Per una squadriglia:

1 uovo a testa + uno per la padella
( al campo anche la padella si sa, ha fame )
2 pomodori maturi
1 cucchiaio di parmigiano o grana o pecorino grattuggiati a testa
basilico
olio, pepe nero e sale qb
l’ingrediente segreto.

Accendete il fuoco cominciando con legnetti piccoli e foglie, aggiungendo man mano rametti piu’ grossi per stabilizzare una fiamma viva. Soffiare lentamente alla base per alimentarlo.
Nel frattempo sbattere tutte le uova in una ciotola ed aggiungere il formaggio mescolando bene.
Salare e pepare.
Un altro squadrigliere tagliera’ i pomodori a cubetti, raccogliendo l’acqua e i semi in una ciotola, mettendo invece la polpa in altro contenitore.
Aggiungere i cubetti di polpa alle uova.
Aggiugere un cucchiaio d’olio alle uova e sbattere ancora.
Appoggiare una padella sul fuoco con attenzione, ungendola bene con olio.
Versare il composto di uova e chiudere subito con un coperchio o con un’altra padella appoggiata sopra.
Fare attenzione che non prenda troppo fuoco, e controllare ogni tanto mantenendo ben chiuso il coperchio, senza mescolare le uova. La frittata si cuocera’ come nel forno e diventera’ alta e soffice.

A parte preparare i semi e l’acqua dei pomodori condendoli con olio sale pepe e foglie di basilico spezzettate.

Quando la superficie della frittata sara’ asciutta togliere dal fuoco e portare al tavolo. Servire una porzione a testa (e’ risaputo sara’ attaccata al fondo. fa niente 🙂 e conditela con un goccino d’olio. Servite a parte delle fette di pane fatto bruschettare alle braci condito con l’acqua dei pomodori. 

L’ingrediente segreto... beh per me e’ l’essere al campo.
Comunque accetto come risposta anche la cenere che vien su dal fuoco quando soffiate e si deposita sulla superficie della frittata 🙂

Buon appetito… e buona caccia! 😀

9 commenti

  1. quanto hai ragione..12 anni di scout, di cui 2 da caporeparto mi hanno fatto allargare un sorriso sulla faccia..
    Penso spesso che vorrei ritrovare un po' di quella genuinità che lì per lì è proprio la normalità delle cose..il bagno si fa al fiume, altro che doccia calda e lo shampoo all'ortica contro i capelli grassi…
    Bel post, complimenti!

  2. innanzitutto piacere di conoscerti…seconda cosa…mi hai fatto commuovere!!!l'angolo, il jamboree, le padellazze nere nere lavate con il "sapone" biodegradabile la cucina spartana (che eufemismo!) che dopo 10 giorni di campo è la più buona che tu abbia mai mangiato…uhhhh che ricordi!(scout ormai solo nell'anima da qualche anno…ma tanto la Promessa è per sempre 🙂 ) E inoltre già che c'ero ho dato una sbirciatina…Luccafanatica come me!!!Fantastico!!!! Un abbraccio e a prestissimissssimissssimo!!!

  3. PS: per me il cibo più buono al campo è il pane raffermo con l'olio e il sale!Ma averla fatta una di queste frittatine :))) vincevo sicurosicuro gara cucina!!!

    PPS: e la pasta scotta caduta a terra e poi risciacquata perchè la fame è troppa !? ;P #scoutpower!!!!

  4. Anche io ricordo la pasta caduta a terra e scaicquata, perchè se non mangi quella di altro c'è poco o niente.
    Ora ho la figlia maggiore in reparto (capo SQ) e la piccola è una cocci (capo sestiglia) …. e stanno vivendo le stesse esperienze, che bello vederle partire contente per i campi !!!!!
    Monica (passionemaglia)

  5. #Scoutpower!! quello che non ci abbandonera' mai e' quel senso di fratellanza e amicizia che provi nei confronti di chi condivide le tue scelte e la tua esperienza scout, anche se si tratta di estranei, o delle tue figlie 🙂

  6. Che meraviglia questo post! Ti scopro ora grazie ad Angelo Parodi e sono capitata per caso a leggere questo scorcio di vita che ormai è un ricordo ma sempre vivo e che mi emoziona ancora. Tanti anni passati in cambusa, anche quando per scelta avevo lasciato il gruppo ma tant'è mi mancava parecchio e poi, avendo scelto molto più consapevolmente di rientrare, anni da caporeparto! che meraviglia…mi auguro che mia figlia, ora ancora troppo piccola, possa un giorno vivere le stesse esperienze, ti segnano e ti fanno guardare la vita con un po' più di "leggerezza".
    Pescare con il mestolo dalla minestra cotta una scatoletta di tonno ancora chiusa? 🙂

  7. CIAO,STIAMO GIUSTO PREPARANDO UN INCONTRO CANTONALE TICINESE SCOUT E SONO CAPO REPARTO DI FAIDO…. MOLTO BELLA LA TUA RIFLESSIONE, OGGI TRATTIAMO PROPRIO QUEL TEMA! TI RINGRAZIO X L'IDEA CHE MI HAI FORNITO SALUTI A TUTTI TRILLO

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