Gnocchetti Garofalo ai peperoni nostrani con pinoli e cipolla bionda di Voghera caramellata

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Chiara Bettaglio
Ama il Giappone in tutte le sue forme, quando non programma siti web, cucina, legge e cuce cosplay. Parla del Giappone anche mentre dorme.

Quando ho letto che il concorso a cui Pasta Garofalo mi invitava a partecipare era sul tema Cibo + Territorio, ho pensato a lungo a cosa avrei potuto attingere: in realtà abito in Brianza da troppo poco tempo per capirne la significativa territorialità. Poi ho passato un weekend a casa della mia famiglia ed una sera facendo la spesa al solito supermercato, soppesando stancamente un sacchetto di biete ho buttato uno sguardo verso le cassette del reparto ortofrutta e mi sono illuminata: sono cresciuta in un luogo culla di tanti interessanti alimenti gastronomici che spaziano dalla merenda con micca e salame di Varzi al risotto coi peperoni nelle sere invernali, alle castagne raccolte nei boschi di Oramala, alle pesche di Volpedo che si comprano la domenica lungo le strade di campagna, alle cipolle rubate per gioco nei campi verso la fine dell’estate dei quindici anni, quando mancavano pochi giorni all’inizio della scuola. Il tutto innaffiato ovviamente dal Cortese nato dalle vigne dell’Oltrepo Pavese.
Mi dispiace ammetterlo ma non ci ho mai fatto molto caso, erano e sono per me sapori familiari, di cui non mi sono mai chiesta davvero se avessero un valore particolare: erano semplicemente disponibili.

Recuperando uno dei miei ortaggi preferiti dunque ho fatto qualche ricerca sulla prima delle tre famose “P” vogheresi, il Peperone. Ricordando che fin da piccola mi si cita il peperone di Voghera come una eccellente qualità, lo cerco e non lo trovo e scopro che purtroppo si è ormai estinto a favore di varietà importate. Approfondisco e con un certo gusto apprendo che con molta perizia negli ultimi anni i ragazzi dell’ ITC agrario Gallini davanti a cui passavo ogni mattina si sono dati da fare e hanno recuperato dei semi frugando nelle cascine della zona e ne stanno tentando il ripopolamento per riportarlo sulle nostre tavole. Nell’attesa di questo peperone verde chiaro dalla buccia sottile di cui ho un vago infantile ricordo, continuo la mia ricerca e scopro con sorpresa che anche le cipolle color oro che appaiono in questo periodo nei campi qui intorno sono nientepopodimeno che di Denominazione Comunale di Origine.

Il passo e’ stato breve: cipolle e peperoni vanno a nozze per me!

Mi sono divertita nel comporre questa ricetta e devo dire che ho apprezzato il fatto di aver (ri)scoperto nuove cose interessanti su ciò che credevo di conoscere e ritenevo di scarsa importanza.

ingredienti:

gnocchetti sardi Garofalo (ok, sono sardi ma raccolgono il sugo in una maniera universalmente divina rispetto ad altri formati)
mezzo peperone di ogni colore rosso/giallo/verde possibilmente di Voghera. (in mancanza, usare dei peperoni non troppo piccanti)
1 cipolla bionda di Voghera
una manciata di pinoli
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
2 cucchiai di zucchero bianco
50 gr di burro salato
due dita di vino bianco “Cortese” dell’Oltrepo Pavese
olio evo
qualche foglia di basilico
sale e pepe

Con la mandolina affettiamo la cipolla in modo da ottenere delle listarelle sottili ma non trasparenti. Scaldiamo il burro in pentolino e facciamo soffriggere leggermente a fuoco medio le cipolle senza farle colorare, aggiungiamo lo zucchero e facciamo ammorbidire la cipolla per qualche minuto; lo zucchero si sciogliera’ in fretta. Spegniamo il fuoco sotto al pentolino quando il colore diventa leggermente nocciola ma senza raggiungere il colore del caramello scuro.
Tagliamo i peperoni a dadolata molto fine, schiacciamo una fesa d’aglio e mettiamo il tutto a soffriggere in una pentola antiaderente a fuoco medio-basso. Non appena i peperoni cominciano a “scoppiettare” aggiungiamo il concentrato di pomodoro e dopo un minuto il vino bianco. Lasciamo sfumare e controlliamo la cottura per 7-8 minuti: i peperoni dovranno cuocere ma rimanere abbastanza croccanti.
In un padellino antiaderente tostiamo i pinoli e mettiamo da parte; tritiamo qualche foglia di basilico.
Cuociamo la pasta al dente e condiamo con la dadolata di peperoni, aggiungiamo il basilico e in cima accomodiamo la cipolla caramellata ed i pinoli tostati.
Buon appetito!

9 commenti

  1. Sembra buonissimo! Interessante l'excursus sul peperone vogherese… speriamo che torni presto sulle nostre tavole (almeno per noi della zona).

    P.S. Mi rendo conto leggendo questo post di una mia gravissima mancanza: non ho una mandolina!!

  2. Grazie a tutte! 🙂

    @giulia spero anche io. questa cosa fa riflettere, parliamo tanto di animali in via di estinzione, e sia chiaro che e' altrettanto importante, ma di vegetali estinti?
    ps: senza mandolina non potrei vivere… e in piu' ho un sacco di caccavelle comprate alle fiere di paese per sminuzzare, tagliare e foggiare gli ortaggi in forme stranissime!!

  3. Che bello Chiara! Chissà quante belle formine per i bento puoi fare con le verdure 🙂

    La biodiversità è un argomento che mi interessa molto, sono tante le specie vegetali non più coltivate e praticamente estinte… non si sa poi perché, forse solo perché rendono meno di altre varietà selezionate e più "industriali"…

  4. Ciao Marzia! Grazie, vado subito volentieri a sbignare sul tuo nuovissimo blog, e in bocca al lupo un blog e' un'esperienza impegnativa ma ricca di soddisfazione! spero di vederci tutte insieme a Torino al salone del gusto!

  5. Complimenti….ho visto che sei fra le vincitrici del concorso …e siamo pure nello stesso giorno! Bene, ho appena scoperto un blog e già sto per conoscerne l'artefice…che bello!!!
    A proposito, divertentissime tutte le cosine e gli attrezzini giapponesi, possono essere una bella ispirazione per i miei buffets!!

    Un caro saluto,Fabiana

  6. Ciao Fabiana!
    Si che bello!! Purtroppo per motivi di lavoro potro' esserci solo giovedi' sera ma ci incontreremo sicuramente!!
    sono una maniaca delle cosine buffe giapponesi ti raccontero' dal vivo! a prestissimo!

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