Riposo post natalizio

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Chiara Bettaglio
Ama il Giappone in tutte le sue forme, quando non programma siti web, cucina, legge e cuce cosplay. Parla del Giappone anche mentre dorme.

Gia’. Riposo. Dal cibo, dalla corsa ai regali, da tutto. 🙂
Solo ora mi ricordo di non aver fatto nemmeno una foto, forse perche’ troppo impegnata a festeggiare…
Cosi’ della cena della vigilia e del pranzo di natale non e’ rimasto nulla se non un discreto senso di pienezza e qualche brufolo qua e la :))
Se puo’ interessare a qualcuno ho cucinato gli antipasti e il secondo, mentre mamma’ e fratello hanno preparare la cena della vigilia e il primo. (si ok, anche il pate’ di fegato. :D)
dunque:

– salameria varia proveniente da Norcia in qualità di salamini di cinghiale, salamini di maiale e ciauscolo.
– crostini di pate’ di fegato
– involtini di cavolo nero con guanciale e pinoli
– cappuccino di fonduta leggera con porcini e noci
– quiche con porri, salmone e capesante

– crepes ripiene di porcini e ricotta

– roastbeef marinato agli agrumi (grazie capsy! :D)
– verdure multicolore al forno (cacchio proprio buone!!)

il dolce…. di solito non arriviamo a finire il primo…. e con fatica assaggiamo il secondo… e poi siamo “gente da salato” 😀 Insomma, il dolce e’ andato a farsi un giretto.

per quanto riguarda la cena della vigilia, ho solo fornito i gianchetti sottaceto come bottino di un interessante visita ai banchetti prenatalizi sabato scorso in via spallanzani (sempre a milano) dove ho trovato la rosamarina (o sardella o neonata o capriccio di pesce al peperoncino. eh si quando cerco qualcosa mi documento pure sulle varianti di nomenclatura che non si sa mai.. :D) e qualche vasetto interessante di pesce tipo sarde o acciughe al peperoncino. per il resto mamma’ e fratello hanno egregiamente servito:

– rosamarina su crostino di pane
– capesante gratinate allo zafferano (FA_VO_LO_SE)
– ravioli casalinghi al branzino conditi con una riduzione di branzino e vino bianco
– zuppa di vongole all’aglio con crostone di pane casereccio
– astice quasi ancora vivo gratinato alla paprika con patate bollite

menziono il quasi vivo degli astici perche’ e’ stato un mezzo trauma con sfumature di comico.

ATTENZIONE, IL RESTO DELLA LETTURA E’ SCONSIGLIATO A LETTORI GENTILI, ANIMALISTI, DEBOLI DI CUORE E IMPRESSIONABILI

Succede che gli astici freschissimi da pescheria a 45 euro al kilo, una volta prenotati e portati a casa, capita che ci accorgiamo che sono cosi’ freschi che sono ancora vivi. Ma non vivacchianti, proprio belli vispi. Io ho un rigetto, voglio andare a liberarli in liguria. Mi fanno desistere. Comunque non voglio partecipare alla tortura di qualcosa con cui prima ho parlato e giochicchiato sul balcone. Si’, perche’ per non impressionare la nonna, sono stati piazzati nel loro bel sacchetto sul balcone. Vivi e vispi. Che ogni volta che uno apriva la finestra per andare a prendere qualcosa si facevano sentire e vedere, ci mancava che ballassero la salsa (ahahhaah!). Comunque, al momento designato, io me ne esco dalla cucina. Quasi in lacrime. Dopodiche’ mentre ho tatticamente alzato il volume del tv chiacchierando con la nonna, sento in cucina nell’ordine: un tonfo, una sequela di sacramenti, un altro tonfo, mio fratello che sacramenta in aggiunta al precedente, e una concitata conversazione.
Apro la porta della cucina un po’ sgomenta e vedo mia madre che rincorre un astice per la cucina mentre mio fratello tira su da per terra il secondo sventurato.
Lacrime. Ancora lacrime dal ridere. Erano proprio vispi.
Ed erano pure buoni. 😀

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