Tanabata somen – Spaghetti estivi giapponesi per la festa delle stelle

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Oggi è Tanabata in giappone, la festa più romantica dell’intero calendario festivo giapponese.

Due giovani, Orihime e Hikoboshi, erano rispettivamente la tessitrice e il pastore dei piani celesti e provvedevano alle loro attività con solerzia.
La principessa tesseva in riva al fiume celeste Amanogawa (la via lattea), era molto dotata ma triste poichè non aveva ancora conosciuto l’amore. Suo padre Tentei (identificato con il padre celeste, o l’universo stesso) si preoccupò allora di presentargli il giovane pastore che viveva dall’altra parte del fiume…

I due si innamorarono e si sposarono immediatamente. L’amore però li distrasse dai loro doveri, Tentei non aveva più vestiti e le mucche scorrazzavano in giro per tutto il cielo.
Irato il padre celeste li divise riportando Orihime sull’altra sponda per punirli ma Orihime pianse mille lacrime, dunque il padre mosso a pietà permise ai due amanti di potersi vedere la settima notte del settimo mese se avessero lavorato duramente durante il resto dell’anno.

Qui le tradizioni si dividono secondo la geografia e mentre alcuni dicono che siccome non c’era  un ponte, le gazze volarono e con le ali ne formarono uno, altri dicono che il barcaiolo celeste traghettasse Orihime sull’altra sponda; entrambe le versioni però concordano che il cielo debba essere limpido poichè se piovesse le gazze non potrebbero arrivare e il fiume si ingrosserebbe impedendo al barcaiolo di portare a termine la sua missione.

(pic by alegria @zerochan)

Quindi per allontanare la pioggia la sera prima di Tanabata si appendono i TeruTeru bozu alle finestre, bamboline-demone che dovrebbero spaventare le nuvole e farle scappare.
Ho trovato questo video molto molto carino sui teruterubozu, con la sua canzoncina tradizionale:

Nell’astronomia moderna i due amanti sono identificati con le stelle Vega e Altair divise dalla Via Lattea, e la leggenda è sicuramente importata dalla Cina dove la leggenda della principessa tessitrice è molto famosa.
La festa è andata sovrapponendosi con la giornata anticamente dedicata alle arti manuali, nella quale le giovani donne pregavano per diventare brave nel cucito e nell’artigianato e i ragazzi nella calligrafia scrivendo i loro desideri su strisce di carta che venivano appese ai rami di bambù.
Questa usanza è rimasta e ancora oggi si scrivono i propri desideri sui tanzaku e si appendono.. dicono anche che il vento che soffia tra le foglie prenda con sè i desideri e li realizzi…


(un Tanabata di qualche anno – e chilo – fa) 🙂

Ho preparato i somen per il Tanabata, e’ un cibo legato a questa festa perchè estivo e rinfrescante ed effettivamente in questa serata dove il termostato dentro casa indica 35° non posso pensare a nulla di più rinfrescante.
Si servono freddi, ghiacciati, intingendoli nella salsa tsuyu.

Che i vostri desideri si realizzino e che stanotte non piova, io vado ad appendere il mio tanzaku 🙂

ingredienti
1 porzione di spaghetti somen a testa
2 uova
un paio di cucchiai di brodo dashi + uno di mirin
una manciata di gamberi sbollentati
una carota
un pezzo di peperone giallo e rosso
pomodorini
qualche uovo di quaglia
2-3 okra (gombo)


salsa tsuyu (mentsuyu)
500 ml di brodo dashi
75 ml di salsa di soia
75 ml di mirin
75 ml di sake da cucina

Fate cuocere gli spaghetti in acqua bollente per qualche minuto seguendo le istruzioni sul pacchetto, scolateli e sciacquateli con acqua fredda e ghiaccio.
Sbattete le due uova con il dashi e il mirin e versatelo in un padellino antiaderente per farne una frittatina sottile, tagliatela a striscioline.
Mondate le verdure e tagliatele a striscioline o a stelline in questo caso.
Sbollentate l’okra per due minuti in acqua bollente e tagliatelo a fette, rassodate le uova di quaglia e sgusciatele.
Preparate la salsa tsuyu: fate evaporare l’alcol dal sake e aggiungere mirin e salsa di soia. Aggiungete  il brodo dashi e fate bollire qualche minuto (oppure un pezzetto di kombu e una manciata di katsuobushi, ricordandovi poi pero’ di allungare la salsa con acqua e filtrarla).
Servite gli spaghetti scolati, disponendoli in fasci come per formare la via lattea, decorate con le stelle di verdura e il resto dei toppings, tutto ben freddo.
Si mangiano intingendoli nella salsa.

Ittadakimasu!

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