domenica 27 giugno 2010

Kani Korokke per la festa del Cavolo!


Come potevo presentare altro che non fosse cibo giapponese per il contest della festa del Cavolo?
Si, lo so, questo blog dovrebbe cominciare a chiamarsi Japanesefood&Crafts (e tenete fede voi followers dei Crafts, torneranno molto presto su questi schermi!) ma che ci posso fare? ;)
Cosi' per il compleanno del Libro del Cavolo, tra le molte ricette invoglianti ho deciso di rivisitare la sezione jap, e spinta anche dalla foto della ricetta ho scelto queste sfiziose crocchè nipponiche. 
Ecco quindi una versione alternativa delle Korokke cavolettesche a base di polpa di granchio, che in giapponese si chiamano Kani Korokke e sono una valida alternativa per chi non gradisce molto la carne.
Sul libro si trovano a pagina 200.


Per il panko che rende queste crocchette cosi' diverse e rustiche rispetto al nostro pangrattato si puo' comprare quello pronto nei negozi di alimentari giapponesi oppure produrselo in casa con questo meraviglioso attrezzo a forma di panda, Panko de Panda appunto, che altro non e' che una  grattugia per panko. E' prodotto manco a farlo apposta dalla Akebono, nome che la dice lunga! :D
Lo potete vedere all'opera nella seconda parte del video, nella prima invece c'e' il Paninatore o "Facitore di Panini" piu' ingegnoso del mondo, che sigilla il ripieno all'interno e taglia il bordi dei sandwiches :D


Una nota sulla salsa Bulldog: durante il nostro viaggio in Giappone e' stata soprannominata "la salsa che rende tutto più buono" TM :)) ed e' oggettivamente addictive! Se non la trovate nel solito negozio di alimentari giapponesi, potete sostituirla elegantemente con salsa barbecue addizionata di un po' di soia ;)

Ordunque a noi: prima della ricetta vera e propria ho pensato che meglio di una bella foto ci voleva che il mio assaggiatore ufficiale ci mettesse la sua faccia in prima persona, per quanto non sia molto un attore come potete vedere... pero' in quanto ad assaggiatore è severo giudice!!
Grazie Kaonashi :D



Questo e' un fisico sanitario laureato signori! mica pizza e fichi!




Dunque:

Kani Korokke

per 2 mangioni:
    patate 500gr
    cipollotto 1
    polpa di granchio sbollentata 150gr
    olio 1 cucchiaio
    burro 40gr
    sale, pepe
    uovo 1
    farina
    panko
    olio per friggere


Se non riuscite a procurarvi un granchione fresco da far sbollentare in acqua leggermente salata per 5-6 minuti procuratevi quella in scatola VERA (non il surimi!) strizzatela e passatela al mix con 20 dei 40 grammi di burro in pomata, pepe il cipollotto tritato che avrete passato in padella con un velo di burro per qualche minuto.
Sbollentate le patate, pelatele e schiacciatele ancora calde in una ciotola, aggiungete la crema di polpa di granchio e il burro rimanente, salate e pepate e mescolate bene insieme gli ingredienti. Lasciate intiepidire e formate delle crocchette, a me personalmente piacciono ovali e un po' schiacciate. Passatele nell'ordine prima nella farina, poi nell'uovo sbattuto e infine rotolatele nel panko. Friggetele in una padella con abbondante olio ben caldo finche' non diventano dorate. Mangiatele calde e conditele con la salsa che rende tutto piu' buono! :D

Ittadakimasu!

giovedì 24 giugno 2010

Nodini di vitello alla griglia con pesto di spinaci novelli e granella di nocciole di Giffoni

Fame?
Beh è un buon segno, vuol dire che vi piace quello che vedete! :)

about food

Da quando abito qui non ho il barbecue e questo fatto mi dissesta psicologicamente non poco: gli anni di scout passati ad accendere fuochi ogni domenica al sole cocente o sotto il diluvio universale reclamano a gran voce una scatola di fiammiferi, carta da giornale e legna appena raccolta nel bosco.
Voglio dire, accendere un fuoco per me non è solo un'abitudine in occasione di grigliate occasionali tra amici, l'imprinting si è fuso nel mio DNA a forza di campi estivi e uscite di reparto.

Per ovviare al fatto di non poter dar sfogo alla mia natura piromane cuciniera ho acquistato una favolosa piastra di ghisa pesante che adagio sul gas e mi accontento... ma devo dire che il risultato e' assolutamente dignitoso e anzi sorprendente!

Quando ho letto del contest Fuoco alle Griglie de "Al Cibo Commestibile" non potevo tirarmi indietro dunque, e la scelta della ricetta più adatta e' stata ardua, mi sarebbe anche piaciuto sfoggiare la mia esperienza di Trappeur (qui e qui). Per accompagnare questo piatto che presento e inoltre per non sprecare il fuoco consiglio la Salsa di Pomodori grigliati, che è un altro mio grande classico. Ok la pianto con l'autocelebrazione :D e se non fosse ancora chiaro partecipo con questo al contest :))

Fuoco alle Griglie contest!

Questo post pero' non è solamente una ricetta, è un omaggio allo spirito un po' pazzo, un po' intrepido di sfidare la natura e sè stessi per imparare ad apprezzare le piccole cose come la fiamma allegra di un fuoco.
Abbiate un po' di pazienza per la ricetta....Questi sono i miei ragazzi e ne vado orgogliosa :)

Campo di Competenza in Informatica e Tecniche Scout anni 2008 e 2009



E questa è la mia ricetta:

Nodini di vitello alla griglia con pesto di spinaci novelli e granella di nocciole di Giffoni

per due
ingredienti:
  • 2 nodini di vitello con l'osso di media grandezza oppure 3 piccoli
  • sale al limone (presto su questo blog!) o in mancanza fior di sale e scorza grattuggiata di un limone amalfi
  • pepe
  • due cucchiai di olio evo
per il pesto:
  • 100 grammi di spinaci novelli
  • uno spicchio di aglio
  • una cucchiaiata abbondante di pecorino sardo stagionato grattuggiato
  • olio evo, un cucchiaio
  •  80 grammi di nocciole intere di Giffoni

Preparare la marinata per la carne cospargendo di sale al limone e pepe i nodini di vitello: inserirli in una busta di plastica per congelare e aggiungere l'olio. Sigillare e "massaggiare" la carne con la marinata. Lasciare in frigorifero per almeno 4 ore prima di grigliare.

Preparare la granella di nocciole pestando grossolanamente le nocciole nel mortaio: i frammenti non devono essere polverizzati ma non devono rimanere mezze nocciole. Travasare la granella in una ciotola.

Nel mortaio pestare con cura lo spicchio d'aglio, gli spinaci novelli e il cucchiaio di pecorino aggiungendo a filo l'olio. Non ne serve molto, gli spinaci cacceranno molta acqua di vegetazione. Come avrete notato e' un pesto anomalo: mancano i pinoli perche' avremo la granella. Dovrete ottenere una crema liscia ma non eccessivamente omogenea.
Servite il pesto e la granella su due piattini o ciotoline basse per ogni commensale.

Accendete il fuoco nel barbecue con elegante anticipo e aspettate la brace ben calda (niente fiamme! Carbone allo stato "bianco", ovvero ricoperto di quella cenerina bianca che nasconde un cuore rosso fuoco), tamponate i nodini con della carta assorbente e appoggiateli delicatamente sulla griglia. Fateli brustolire bene da entrambi i lati per qualche minuto (il vitello cuoce abbastanza in fretta e a me piace comunque rosa e succoso all'interno) e deporre in un piatto.
Servire i nodini ad ogni commensale con i piattini a lato: ogni boccone va gustato intingendolo prima nel pesto e poi nella granella, che si attacchera' al boccone come una panatura.

Potete accompagnare con dei peperoncini dolci appena passati sul barbecue!

Buon appetito a tutti!


venerdì 18 giugno 2010

Alici fresche marinate al lime e aceto di riso

Caldo improvviso e voglia di cose fresche?
Mi son trovata davanti questo chilo di alicette invitantissime che occhieggiavano dal banco del pescivendolo e non ho potuto resistere.... Cosa c'e' di meglio in una domenica assolata di una buona fetta di pane casereccio, qualche goccia d'olio buono ed un bicchiere di vino bianco? ;)


E così mi sono ritrovata a deliscare con perizia un chilo di alici che mi guardavano con occhio inquisitore aspettando la tragica fine.
Si perche' parliamoci chiaro, preparare il pesce non e' proprio una cosa piacevole ne' per voi ne' per il parco ittico in questione. Il metodo infallibile assomiglia più alla descrizione di una puntata di Dexter che ad una ricetta di cucina.
Si prenda la testa di un'alicetta intera tra pollice e indice della mano destra e se ne afferri saldamente il corpo con la sinistra all'altezza delle branchie: si torca la testa senza pieta' facendo attenzione a far fuoriuscire le interiora e tirando in senso contrario estrarre la lisca che rimarra' attaccata alla testa liberando i filetti. Deporre poi il filetto in un qualche piatto e gettare la testa e le interiora prima che gli occhi del pescetto incrocino i vostri.

Io vi avevo avvertito.


A parte questo poi l'alicetta marinata e' davvero eccezionale specie se servita sulla bruschetta e coi delle verdurine fresche come ho fatto io. E' un ottimo antipasto e puo' fungere da secondo piatto se opportunamente accompagnato da contornini vari.
Perche' dovrei sbattermi a prepararle sporcando mezza cucina invece di comprare quelle gia' pronte al supermercato?
Perche' queste sei sicuro di farle con pesce abbastanza fresco e non sanno di acido o acetoso cosi' tanto da farti tossire come quelle che compri.
Non me ne voglia nessuno, magari quelle del supermercato sono fatte con il migliore pesce in circolazione ma tutto quell'aceto serve anche a rinfrescare il gusto di un pesciolino stagionato che non sarebbe mai finito in un cartoccio sul banco del pesce e questo mi basta come motivazione...

Per un tot di persone a seconda di quanto si mangia: dai 4 agli 8 commensali.

un chilo di alici fresche
6 lime o limette
aceto di riso
fiocchi di sale marino (ho usato una confezione di sale proveniente dalla Camargue, arrivato nella dispensa per caso)
timo ed erba cipollina a piacere.
Vino bianco frizzante q.b.

La lavorazione e' molto semplice, dopo aver deliscato le alici come descritto sopra o in modo che i filetti restino interi, sciacquarli, tamponarli con scottex e adagiarli in uno strato in una teglia di vetro o ceramica. Continuare formando degli strati sovrapposti con i filetti trasversali salando con un pizzico di sale in fiocchi fra uno strato e l'altro.
A parte lavare bene i lime, spremerli e ottenere dalle meta' utilizzate la scorza di tre frutti a julienne. Aggiungere aceto di riso in una quantità di liquido uguale a quella dei lime e mescolare condendo a piacere con pepe e due pizzichi di sale. Tritare il timo e l'erba cipollina e cospargere lo strato superiore di alici.
Facendo attenzione, versare il liquido di marinata sul pesce lentamente avendo cura che penetri tra gli interstizi. Aggiungere vino bianco fino a coprire completamente il pesce, coprire con la pellicola e marinare in frigo per almeno 6 ore. Un giorno intero e' meglio, e' piu' buono!!

Volendo possiamo aggiumgere un paio di centimetri di zenzero grattuggiato e un peperoncino rosso fresco a rondelle sottili per un gusto piu' fresco e orientaleggiante.

venerdì 11 giugno 2010

Orecchiette integrali alla doppia ricotta, datterini di calabria e aceto balsamico



Erano almeno otto anni che non tiravo fuori dal cilidro questa ricetta estiva, risalente al periodo in cui lavoravo come Chef alla trattoria "L'Oca Martina"; era uno dei piatti più richiesti nelle afose sere estive perche' leggero e rinfrescante.

Quindi dopo il cambio di stagione di design del blog, vi lascio con una ricettina con cui deliziare amici e parenti durante il prossimo weekend che si preannuncia con fiammate di caldo africane.....


per due:

una trentina di pomodori datterini ben saporiti
200 gr di ricotta fresca
orecchiette fresche integrali o bianche secondo gusto
una grattata abbondante di ricotta salata
aceto balsamico
sale e pepe

Preparate i pomodori tagliandoli a meta' o spicchi secondo la grandezza e conditeli in una terrina con sale, pepe e un cucchiaio di aceto balsamico abbondante e lasciateli riposare circa una ventina di minuti.
Mentre le orecchiette cuociono in acqua bollente con un cucchiaio mantecate la ricotta con sale, pepe, un mezzo cucchiaio di acqua di cottura e parte della ricotta salata grattuggiata fino ad ottenere una crema morbida.
Scolate le orecchiette e conditele con la ricotta, impiattate e collocate due manciate di pomodorini con anche  il succo che avranno rilasciato. Spolverate con la ricotta salata a scaglie.

Gnam!
Sto preparando altri post finalmente.... Buon weekend a tutti, a settimana prossima!

PS Con questa ricetta partecipo al concorso pinkosissimo La Cuisine en Rose di Aurore di Biscotti Rose e Tralala'!


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martedì 8 giugno 2010

Serata Voiello - Stagionalità e qualità!



La settimana scorsa ho avuto il piacere di partecipare ad un evento molto interessante organizzato dalla Voiello per discutere dell'importanza della qualità dei cibi che introduciamo nel nostro corpo, della disponibilità di verdure e frutta durante l'intero arco dell'anno e di quanto questo costi a noi, al nostro fisico e all'ambiente, e non ultimo anche per assaggiare le specialità proposte dallo chef Marcello Zaccaria :)

Visto l'argomento e la mia recente presa di coscienza che se devo proprio limitare il cibo che mangio a causa della dieta, almeno quello che ingerisco *deve* assolutamente valere la pena di essere ingerito, non potevo stare zitta :)) e ho apportato il mio contributo testimoniando la mia esperienza sulle consegne a domicilio della bioexpress, dalla quale mi servo da novembre facendomi arrivare la cassettina in ufficio, e di quanto sia più saporita e nutriente poiche' appena colta e al giusto punto di maturazione invece di stare in giro acerba a maturare nei supermercati in celle frigorifere per mesi.
Questo e' vero anche per la verdura fuori stagione come i pomodori di serra invernali, che devono essere coltivati lontano in posti caldi, trasportati per chilometri per poi essere comprati e mangiati con la stessa sensazione di star addentando del polistirolo espanso.

Non voglio diventare la salutista dell'ultim'ora ma da quando sono a dieta ho sviluppato un certo interesse riguardo quello che introduco nel mio corpo, un po' perche' la fatica e' tanta e per buona parte per la consapevolezza che come ci lamentiamo dei prodotti per il corpo scadenti, o per l'aria che respiriamo in maggior misura quello che mangiamo diventa quello che siamo. Oltretutto gli integratori di vitamine e minerali costano un sacco, sono sintetici e la resa e' nettamente inferiore a quella delle sostanze presenti naturalmente nei cibi!


Un altro importante punto è che con la industrializzazione dei processi produttivi di frutta e verdura stanno scomparendo delle varietà specifiche a beneficio di quelle più semplici, economiche e standard da coltivare. Ci preoccupiamo giustamente che le specie animali si estinguano, perche' non preoccuparci di quelle vegetali? Come ha fatto notare Emanuela Borio i semi (tranne quelli dei cereali delle tombe egiziani! :)) perdono germinabilità e vanno rinnovati, per non rischiare di ritrovarsi come oggi a non sapere che di carote esistono varietà sconosciute ai più come quella viola.


Buon cibo a volontà a seguire: Spaghettini freddi con barbe di frate e citronnette, paccheri con verdure croccanti, filetti d’acciuga e capperi e i tortiglioni con pomodorini pachino caramellati al timo e scorza d’agrumi, caprino fresco e pinoli tostati. Il tutto irrorato dal buon vino consigliato da Dan Lerner: tra i tre proposti il Caronte, bollicine rosè valdostane, mi ha colpito particolarmente :)
Bando alle ciance spazio alle foto!



Rubo due foto all'amica Sonia (Nel Paese delle Stoviglie) poichè come al solito la fotografa non viene mai ritratta, mentre qui mi hanno colto con le mani letteralmente in pasta insieme a Sara Rosso:
e qui mentre vengo intervistata per il blog Voiello, di cui qui sotto riporto anche i video della serata.

Grazie per la serata, per la compagnia, per il cibo e per l'impegno dimostrato dalla Voiello nel testimoniare l'importanza di un buon lavoro al di la' degli interessi commerciali.




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