martedì 14 febbraio 2012

5 anni di amore per il giappone



E anche qualcuno in piu', ma fatto sta che cinque anni fa cominciava la mia avventura ad alterne fortune con questo blog che doveva essere semplicemente un quaderno di appunti e invece ha per certi versi preso in mano la mia vita suggerendomi e facendomi scoprire lati di me che non conoscevo ancora.

Oggi è pure un giorno tendenzialmente abbastanza sfigato nella mia vita, dove la scelta piu' difficile che mi trovo a fare è che dvd mettere su stasera (quest'anno propendo per Lost in translation, giusto per alimentare la mia nostalgia del sol levante) e quindi dopo anni di malsopportazione di smancerie varie in ogni dove si posi lo sguardo -per pura invidia lo ammetto- oggi mi son rimboccata le maniche e vi parlo del san valentino alla giapponese.

Chi segue gli anime lo sa, oggi milioni di adolescenti giapponesi avranno il batticuore mentre aspetteranno il momento giusto per dare una scatolina di cartone con dentro dei cioccolatini fatti a mano, al ragazzo che fa battere il cuore. Si, perche' e' proprio un rito, l'obbligo dei cioccolatini il giorno di san valentino, di quelli per i colleghi e gli amici (giri-choco, cioccolato d'obbligo, comprato e non troppo costoso) e dell'honmei choco, quello per l'amato, fatto con le proprie manine a costo di mettere a soqquadro mezza cucina.
Tocca solo alle ragazze, mentre il 14 marzo spetterà ai ragazzi ricambiare il dono nel giorno del "White day". E se sarete abbastanza fortunate troverete un pacchettino bianco sul banco di scuola, lasciato dal vostro ammiratore :)


Non sono una cioccolataia esperta, per questo vi rimando a blog molto piu' titolati e cioccolatosi del mio, ma vi racconto con le immagini l'honmei-choco che abbiamo preparato io ed una mia carissima amica nel weekend, rilanciandovi la ricetta del tortino al cioccolato di Apest che in monoporzione questa sera sicuramente sciogliera' il cuore del vostro uomo (o della vostra donna!!)

Amatevi tanto e tutti i giorni, che a questo mondo ce n'e' un gran bisogno.


Ingredienti:
5 uova
300gr cioccolato fondente
250gr burro
150gr zucchero
100gr farina
zucchero a velo per decorare, burro per imburrare
la tortiera
mezza busta di lievito tipo paneangeli per dolci


Fate sciogliere il burro a fuoco lento in un padellino e quando si e'
sciolto tutto senza farlo friggere buttateci il cioccolato e fatelo
squagliare. Intanto preparate un composto con le uova e lo zucchero, e
quando lo zucchero e' ben sciolto aggiungete la farina e il lievito e
passate al frullino finche' non si e' tutto ben amalgamato.
quando il cioccolato si e' sciolto completamente nel burro
aggiungetelo al composto e mescolate bene.
Imburrate delle cottine a forma di cuore monoporzione (o anche tonde...) e versate il contenuto fino a 2/3 dal bordo e infornate a 140° per 20 minuti.
Decorate con zucchero a velo.

Con queste dosi vengono 4 tortini, due li potete congelare e tirare fuori al momento opportuno ;)

Il sommelier consiglia una bottiglia di Schioppettino.

E questo e' un assaggio, presto novità enologiche sul blog :P




venerdì 20 gennaio 2012

Aspettando la stagione della semina


Non sono impazzita.
Chi mi segue su Facebook ha visto che lo scorso autunno ho sperimentato questa nuova pazzia dell'orto sul balcone.
Dico pazzia perche' sono abbatsanza famosa per avere il pollice avvelenato invece del pollice verde: sono riuscita a far deperire un tronchetto della felicità che ha deciso di suidarsi come risposta alle mie amorevoli cure trasformandosi in un tronchetto della tristezza. Qualcuno ha tentato di regalarmi manuali di giardinaggio for dummies negli anni, senza successo. Il cactus che avevo comprato per l'ufficio è seccato, il che è tutto dire, le piante nei parchi si spostano al mio passaggio.
Allora perche' torturare altre piante addirittura seminandole?

Appunto.
Pero' sapere di avere delle piantine fuori sul balcone a modo suo mi fa compagnia.
Sono stranamente riuscita a seminare e raccogliere con successo un misto di insalate, qualche erba aromatica, peperoncini e addirittura ho una bellissima pianta di pastinaca derivante dal famoso contrabbando inglese di luglio...
Abbiamo raggiunto un compromesso.
Io non tento di fare la mamma premorosa, loro tentano di non suicidarsi.
Funziona.

Ora non vedo l'ora che arrivi marzo per seminare il mio piano organizzatissimo di insalatine, pomodori, zucchini e fragole in vaso, cipollotti, carotine... insomma sto studiando un sacco come seminare, quanto annaffiare, come prendersene cura e pianificare anche vasi con colture multiple che si aiutano a vicenda.

Intanto vi lascio con le immagini di ottobre dei piselli e della pianta spontanea di [inserire qui il nome di questo bellissimo fiore di cui ignoro l'identità] che ha deciso di venire ad abitare nel mio vaso probabilmente ignara del mio pollice marcio.

Vi lascio anche qualche sito informativo casomai vi venisse la stessa smania di petite farmeuse :)
http://ortodiquattrometri.myblog.it
http://lifeonthebalcony.com/     ----->Belle foto anche!
http://66squarefeet.blogspot.com/   -----> Questa sul balcone fa crescere davvero di tutto!!
http://www.dummies.com/how-to/content/growing-a-garden-on-a-small-balcony.html


martedì 27 dicembre 2011

Gattò di patate e tonno Angelo Parodi



Terza ricetta per il concorso Impiatta e Scatta 2 di Angelo Parodi!


Questa volta ho reinterpretato un classico napoletano che adoro, in chiave marittima. Adesso i napoletani mi inchioderanno alla croce, ma ho pensato di sostuire al suino il buon tonno Angelo Parodi, con l'aggiunta di un po' di porro appassito in padella. Il risultato e' molto appetitoso!!
In piu' l'ho composto a porzioni singole, da portare in tavola nel proprio ramequin, da presentare come antipasto sostanzioso oppure come secondo (variando le dimensioni della ciotolina).

Ed ecco qui per 4 persone:

4 patate grandi
1 confezione di trancio di tonno Angelo Parodi da 180gr. (o due piccine)
1 porro
una mozzarella
30 gr di burro salato
1 uovo
due cucchiai di pangrattato
un goccio di olio d'oliva
1 cucchiaio di parmigiano grattuggiato
sale e pepe
eventualmente un goccio di latte

Lessate le patate in acqua salata, pelatele e schiacciatele.
Affettate il porro a rondelle e fatelo appassire in un goccino d'olio d'oliva aggiungendo anche un po' d'acqua fino a farlo ammorbidire. Alle patate ancora calde aggiungete il burro salato, il parmigiano e salate e pepate a piacere. Fate intiepidire e aggiungete anche l'uovo sbattuto fino a farlo incorporare, deve venire un pure' denso. Nel caso fosse troppo fermo allungate con un goccino di latte.
Sgocciolate la mozzarella e stracciatela: se dovesse risultare troppo liquida strizzatela. Aggiungete la mozzarella e il tonno scolato e sbriciolato ai porri ormai freddi.
Prendete i ramequins: Ponete uno strato di patate sul fondo, aggiungete uno strato di tonno porri e mozzarella e ricoprite con altre patate. Rigate la superficie con i rebbi di una forchetta e spolverate con un po' di pangrattato.
Infornate a 180° per 25 minuti.

E' buono appena tiepido, ed e' ancora piu' buono il giorno dopo, riscaldato!

Buon appetito!!


mercoledì 21 dicembre 2011

Vi presento... l'olio piccante made in Apest!


Un'ottima idea per i regali natalizi! Cosa potevo proporre se non una bottiglia di olio extravergine d'oliva toscano genuino, addizionato dei peperoncini di casa Apest?
Si perche' il capsicum proviene direttamente dal mio orto sul balcone, peperoncini arrabbiati neri secchi e pericolosissimi :)
L'olio, una latta di 5 litri di genuinità toscana, una materia prima testata e apprezzata che proviene da un produttore fidato e segretissimo, amorevolmente trasportato in macchina durante una gita....

Molto facile da preparare, sterilizzate le bottiglie e i tappi ed asciugateli bene (li trovate in negozi attrezzati per la vinicoltura e le conserve, a volte anche nei bricocenter), infilate dentro un peperoncino intero e della polvere di peperoncino pestata a mortaio, chiudete bene con il colatore e il tappo fino a sentire un "clac" e conservate al buio per un mese agitando un po' la bottiglia ogni tanto.
Si puo' refillare quando diventa troppo pesante per l'uso con un po' di olio buono, il peperoncino continuerà ad aromatizzare per molti mesi. 

Da usare con moderazione su qualsiasi tipo di piatto richieda l'uso di un po' di passione :)

Ero indecisa sulle etichette da applicare, ne avevo preparate due versioni ed alla fine non sapendo che scegliere ho finito per fare metà e metà :D

E voi quale scegliete, la nera o la bianca?


martedì 20 dicembre 2011

Hamburger di ceci e sgombro Angelo Parodi



Ecco una nuova ricetta per il concorso Impiatta e Scatta 2 di Angelo Parodi!


Questa volta ho lavorato sull'idea di un hamburger sano, che faccia bene e non navighi nei grassi come quelli che mi piacciono tanto :)
In quest'ottica un hamburger composto da ceci e sgombro era l'idea giusta, accompagnato da verdura fresca e pane, senza strane salsine ma con una leggera spalmata di formaggio fresco vaccino o caprino e un filo d'olio buono d'oliva.
Un buon pranzo mediterraneo insomma!

Eccovi la ricetta:



per 4 hamburger:
1 confezione di filetti di sgombro Angelo Parodi
mezza confezione di ceci lessati oppure l'equivalente in ceci secchi da lessare (circa 130gr.)
un paio di cm di scorza di limone
mezza cipolla
una manciata di prezzemolo
un uovo di taglia grande
un paio di cucchiai di farina di ceci (fino a raggiungere una buona consistenza)
sale e pepe per insaporire


per comporre i panini:
alcune foglie di insalata radicchio
qualche fetta di pomodoro
cipollotto fresco
qualche cucchiaio di formaggio fresco spalmabile (caprino o vaccino)
4 panini al sesamo per hamburger

una buona birra belga! :)


Preparate gli hamburger: scolate i ceci, scolate i filetti di sgombro, tagliate a pezzi la cipolla e inserite questi e tutto il resto degli ingredienti per gli hamburger nel robot tritatutto.
Tritate per un paio di minuti, facendo attenzione che anche la scorza di limone si sia ben dissolta e controllate la consistenza: dovrebbe poter tenersi insieme senza troppa difficolta' come l'impasto delle polpette, eventualmente aggiustate aggiungendo un cucchiaio di farina di ceci in piu' per volta.
Lasciate riposare in frigo per una mezzora, nel frattempo lavate e tagliate l'insalata, i pomodori a fette ed il cipollotto a rondelle sottili.
Tagliate un panino orizzontalmente e ponete le due meta' tagliate sulla piastra a scaldarsi.
Riprendete l'impasto e formate degli hamburger non troppo alti, cuoceteli in padella con un filo d'olio d'oliva per qualche minuto rigirandoli perche' non brucino. Quando avranno una bella crosticina dorata componete il panino con le verdure e spalmando una cucchiaiata di formaggio su ciascuna meta' del pane e passate all'hamburger successivo.
Potete anche cuocere gli hamburger in forno per 10 minuti a 180° ponendoli su una placca ricoperta di carta da forno dopo averne spennellato la superficie con un goccio di olio. Rigirateli dopo 6 minuti.
Buon Appetito!

domenica 4 dicembre 2011

Onigiri alla crema di wasabi e sgombro Angelo Parodi


Eccomi qui a rivisitare un classico della cucina giapponese e uno dei miei snack preferiti e meglio riusciti per il contest Impiatta e Scatta 2 della mitica industria conserviera Angelo Parodi!


Mi chiedete sempre di suggerire nuovi ripieni per gli Onigiri, le famosissime polpette di riso giapponesi dei cartoni animati, che in realta' sono l'equivalente nipponico del nostro panino col prosciutto per merenda, eccovi qui una delle versioni più gustose e meglio riuscite. Questi onigiri vengono spazzolati all'istante, a volte non riesco nemmeno a mettere il piatto sulla tavola, peggio degli assalti ai camerieri con i vassoi degli assaggi al Cibus :)

Oltre ad essere gustosi sono anche sani, non contengono oli aggiunti se non quello gia' presente nei filetti di sgombro, e sono ideali e facili da trasportare per un picnic fuori porta. Provateli per la prossima gita! Io me li porto anche in ufficio, sembrano impegnativi da preparare ma sono davvero semplici, e' più lunga la spiegazione che il confezionarli :)

Nella mia mente nippo-fanatica immaginavo Cappuccetto Rosso che li portava alla Nonna al posto delle focaccine appena sfornate! :)


Bando alle ciance eccovi la ricetta:

Per 8 onigiri:


1 confezione di filetti di sgombro Angelo Parodi
3 cucchiai di formaggio bianco spalmabile
mezzo cucchiaino di pasta di wasabi in tubetto
qualche stelo di erba cipollina
120 gr. di riso per sushi oppure di riso Roma
sale qb
una sfoglia di alga nori (facoltativo)

Prepariamo il riso: misurate il volume del riso mettendolo in un bicchiere, e segnatevi il livello con un pezzettino di scotch.
Sciacquate via l'amido dal riso piu' volte in un contenitore (almeno 3) in modo che l'acqua non diventi piu' torbida. Scolatelo e mettetelo coperto con un dito di acqua a riposare in una bacinella per 25-30 minuti. Il riso deve gonfiare leggermente e diventare bianco.

Mentre aspettiamo scoliamo i filetti di sgombro e sbricioliamoli in una ciotola con una forchetta, aggiungiamo il formaggio e il wasabi amalgamando a lungo. Tagliuzziamo a rondelle l'erba cipollina ed aggiungiamola al composto. Assaggiamo ed aggiustiamo di sale se necessario.

Riprendiamo il nostro riso, scoliamolo bene e mettiamolo in un tegamino con il coperchio aggiungendo una quantità di acqua pari a una volta e mezza il volume del riso che ci eravamo segnati prima. Accendiamo il fuoco a fiamma bassa e incoperchiamo. Dovra' cuocere circa 10 minuti, o comunque fino a che il riso non sara' completamente asciugato. In questo caso un coperchio di vetro aiuta, in piu' sentirete che il rumore che proviene dalla pentola cambiera'.
Non aprite la pentola ne' mescolate il riso durante la cottura.
Chiudete il fuoco e lasciate che il riso finisca di cuocere con il vapore rimasto nella pentola per altri 8-10 minuti.

Ora assembliamo il nostro onigiri.
Se avete le formine è piu' semplice altrimenti prendete un pezzo di pellicola trasparente, spruzzateci sopra un po' d'acqua e un pizzichino di sale. Mettete un cucchiaio ben pieno di riso, formando una fossetta al centro. Riempite la fossetta con il composto di sgombro e wasabi e appoggiate un'altra cucchiaiata di riso sopra per coprire. Ora chiudete la pellicola sul riso e cercate di darle una forma triangolare. Il riso deve essere ben caldo altrimenti non si appiccichera' e il vostro onigiri si sbriciolera'. Coprite sempre con il coperchio il riso in attesa nella pentola per mantenerlo al caldo.

Facoltativo: tagliate una strisciolina rettangolare di alga nori per guarnire l'onigiri prima di servirlo come nei cartoni animati!!
Fatelo pero' solo al momento del servizio, altrimenti l'alga prendera' umidita' e diventera' gommosa e poco appetitosa.
Non mettete gli onigiri nel frigorifero, il riso diventera' secco e gommoso, piuttosto conservateli in un posto asciutto e fresco.

Ittadakimasu!!!!



sabato 3 dicembre 2011

Linguine agli scampi mango e menta


Diciamocelo, ogni tanto di essere coccolati ce lo si può permettere. Io mi sento coccolata quando mangio gli spaghetti e quando riesco a ritrovare dei sapori che ho assaggiato in giro che mi sono particolarmente piaciuti. Cioe' non solo in questo modo ma e' uno dei miei momenti di rifugio dalle avversità di ogni giorno. E direi che oggi non e' stata proprio una bella giornata, nossignore.

Questa ricetta è nata in principio per partecipare al concorso di MSC Crociere con il quale spero che mi mandiate tutti in crociera QUINDI CORRETE A VOTARMI :D ma poi l'altra, ovvero i Nidi di Capesante allo Zafferano ha preso il sopravvento, e devo dire che e' stata una bella lotta scegliere quale candidare. Per i Nidi, andate sull'applicazione MSC Crociere Crea il tuo piatto per scoprire la ricetta e (votarla!).


Qualche giorno fa sono stata invitata a cena da colleghi stranieri in un ristorante giapponese molto interessante dove ho provato diversi tipi di carpacci di crostacei e altre cose buonissime che spero di riuscire a riproporre con un po' di retro engineering, tra cui degli scampi. Subito dopo ho inconsciamente addentato un pezzo di mango da un altro piatto ed e' stato illuminante! Ci ho rimuginato per un po' e poi ho prodotto una mezza idea di procedimento. Il risultato e' molto appetitoso, le code sugose degli scampi si abbinano meravigliosamente al mango, con quel suo leggero retrogusto di pino e resina, la menta rinfresca il tutto e i semi di melagrana danno un tocco acido e croccante.

Volete provarlo?

per una cenetta intima di sicuro successo: 


linguine o trenette
16 scampi di taglia piccola
 2 scampi di taglia grande
1 mango maturo (al tocco leggermente cedevole)
3 cucchiai di chicchi di melograno
due cucchiai di scalogno tritato
un bicchiere di sakè
3 cucchiai di mirin
un cucchiaino di olio di sesamo
olio di oliva
un paio di ciuffi di menta fresca

Intanto che bolle l'acqua per la pasta, staccate la testa degli scampi piccoli dalle code e mettetele da parte. Pulite le code dal carapace e incidete un taglio lungo il dorso della coda ma senza arrivare fino in fondo. Eliminate il filetto nero dell'intestino. In una padella dai bordi ben alti mettete due cucchiai di olio di oliva e il cucchiaino di olio di semi a scaldare insieme allo scalogno tritato.
Fate soffriggere un minuto e buttate in padella le teste degli scampi piccoli e i due scamponi interi, rigirate qualche momento e sfumate prima col mirin e poi col sake'.
Incoperchiate e lasciate cuocere 3 minuti scuotendo la padella ogni tanto.
Avrete buttato le linguine intanto, scolatele molto al dente e tenete un dito di acqua di cottura.
Scoperchiate la padella, tirate fuori e mettete da parte le teste e gli scampi interi, mettete al loro posto le code che avete precedentemente tagliato facendole saltare un minuto da sole, finche' il brodetto non si sara' ritirato  in una crema lenta, aggiungete alla padella il mango tagliato a dadini e la pasta facendola saltare con l'acqua di cottura per un minuto. A fuoco spento aggiungete menta fresca a striscioline.
Servite le linguine in un piatto aggiungendo sopra una manciata di chicchi di melograno e adagiando sopra uno scampone a testa.

Buon appetito!
E VotaAnto..ehmm... Vota Apest! :D



giovedì 20 ottobre 2011

Scusi, per Lucca di qua?


E come ogni anno arriva novembre e arriva il tempo di fare la valigia e andare a Lucca.
A fare che?
Siete nuovi del blog eh?  :)

Durante il weekend di halloween Lucca si popola di strani personaggi variegati e variopinti in cerca di molte cose diverse.
C'e' chi compra fumetti, chi fa file di ore per un disegno originale autografato.
C'e' chi cuce dei vestiti stranitutto l'anno e finalmente ha l'occasione di sfoggiarli.
C'e' chi si traveste da orco e vive la sua personale avventura nei dungeon dentro alle mura.
C'e' chi passa pomeriggi a tirare dadi e sconfiggere eserciti.
C'e' chi salta e canta a sguarciagola canzoni che ci riportano ad un pomeriggio pigro di 23 anni fa, facendoci sentire ancora piccini mentre guardavamo Bim Bum Bam.
C'e' anche chi si diverte tantissimo a scattare foto di tutta questa gente, facendone parte.

La sigla del Lucca Comics & Games di qualche anno fa spiega buona parte di tutto cio'. Eccovela:




Spiegarvi cosa vuol dire per me passare 5 giorni in una realtà parallela di pura felicità è troppo difficile a parole.
Spero di riuscire a spiegarvelo con le immagini.
Vi aspetto eh?

mercoledì 31 agosto 2011

Cucina da campo


Torno come ogni anno all'ovile dopo il campo scout, stanca ed ammaccata ma soddisfatta e piena di altre emozioni. In attesa del famoso post londinese che ancora devo scrivere :P e delle altre 15 ricette che ho fotografato ma ancora non ho avuto il tempo di pubblicare vi posto una riflessione che mi ha accompagnato per buona parte della settimana scorsa, trovandomi ad essere una volta tanto "ospite" a pranzo della squadriglia di turno.
Al campo si cucina. I ragazzi cucinano. Quindicenni perlopiu'.
Al campo si accende il fuoco con la legna e i fiammiferi. Se non riesci a mantenere un bel fuoco caldo e scoppiettante la pila dell'acqua non bolle, e tu non mangi. Se non riesci ad accenderlo, tu non mangi.
Non ci sono manopole del gas da regolare, per abbassare il fuoco togli la padella.

Al campo non c'e' tempo di elaborare ricette raffinate. Al fischio di cambusa recuperi i viveri per la tua squadriglia e con quelli devi produrre un pranzo, senza avanzare niente. Come li combini sono affari tuoi.

Al campo non c'e' la mandolina, il frullatore, il pelapatate, il minchiaruolo.
Al campo se proprio proprio ti va bene ti trovi a girare la pasta col manico dell'accetta. E devi fare attenzione a non scolarti l'acqua della pasta sui piedi.

Al campo se il pane e' vecchio, non si butta. Si mangia lo stesso. O si inventa un nuovo modo per farlo fuori.
Al campo non ci sono i pomodori arancioni del sanniomarzio, i pomodori tigrati dai due colori, i pomodori succosi biologici che ti arrivano a casa per corriere espresso.
Al campo ci sono i pomodori.

Eppure.

Eppure c'e' allegria, si ride, si scherza, si gioca.
Eppure alla fine si mangia, non importa se la pasta e' un po' crudina o scotta.
Eppure il sapore di quel cibo val mille ricette studiate a tavolino.

Ci affanniamo tanto ad inseguire il sapore autentico, originale, intrigante.
Lo abbiamo sotto agli occhi, e' il sapore della passione, e questo basta.

Vi lascio con la ricetta della frittata al fuoco di campo :)


Per una squadriglia:

1 uovo a testa + uno per la padella
( al campo anche la padella si sa, ha fame )
2 pomodori maturi
1 cucchiaio di parmigiano o grana o pecorino grattuggiati a testa
basilico
olio, pepe nero e sale qb
l'ingrediente segreto.


Accendete il fuoco cominciando con legnetti piccoli e foglie, aggiungendo man mano rametti piu' grossi per stabilizzare una fiamma viva. Soffiare lentamente alla base per alimentarlo.
Nel frattempo sbattere tutte le uova in una ciotola ed aggiungere il formaggio mescolando bene.
Salare e pepare.
Un altro squadrigliere tagliera' i pomodori a cubetti, raccogliendo l'acqua e i semi in una ciotola, mettendo invece la polpa in altro contenitore.
Aggiungere i cubetti di polpa alle uova.
Aggiugere un cucchiaio d'olio alle uova e sbattere ancora.
Appoggiare una padella sul fuoco con attenzione, ungendola bene con olio.
Versare il composto di uova e chiudere subito con un coperchio o con un'altra padella appoggiata sopra.
Fare attenzione che non prenda troppo fuoco, e controllare ogni tanto mantenendo ben chiuso il coperchio, senza mescolare le uova. La frittata si cuocera' come nel forno e diventera' alta e soffice.

A parte preparare i semi e l'acqua dei pomodori condendoli con olio sale pepe e foglie di basilico spezzettate.

Quando la superficie della frittata sara' asciutta togliere dal fuoco e portare al tavolo. Servire una porzione a testa (e' risaputo sara' attaccata al fondo. fa niente :) e conditela con un goccino d'olio. Servite a parte delle fette di pane fatto bruschettare alle braci condito con l'acqua dei pomodori. 

L'ingrediente segreto... beh per me e' l'essere al campo.
Comunque accetto come risposta anche la cenere che vien su dal fuoco quando soffiate e si deposita sulla superficie della frittata :)

Buon appetito... e buona caccia! :D


mercoledì 27 luglio 2011

Pasta e'pppatate? no Pastinache!


So che i miei amici napoletani rabbrividiranno e mi disconosceranno alla lettura di questo post ma confido nel sacro fuoco della curiosità e della sperimentazione che risiedono nei foodbloggers :))


Pasti-che? Che sso' ste pastinache?

La pastinaca e' una radice bianco-panna circa simile ad una carota per forma e consistenza che in gran bretagna (e qui mi dicono anche nel sud italia ma attendo conferme) è presente dovunque e spessissimo accompagnata alle carote appunto e ancor di piu' alle patate in quanto da cotta ne assume la consistenza pastosa ed il sapore diventa simile.

Qui sotto ne trovate un'agile fotografia :D


(Sono oltremodo orgogliosa di poter mostrare anche il mio nuovo strofinaccio popart della Marmite!!)

Da quando leggo vedo e frequento Jamie Oliver (nei ristoranti mica di persona!! :D) ho letto di questo ortaggio versatilissimo e ne ho sempre avuto gran curiosità.
Pare che sia impiegatissimo come aggiunta alle patate arrosto e stufato insieme alla carne e ancora schiacciato in aiuto ai purè tradizionali delle feste.

Complice il weekend londinese (di cui vi parlero' prossimamente piu' in dettaglio) ho trafugato una busta di Parsnips (il nome inglese) dall'isola portandola in terra italica nel bagaglio da stiva. Credo di essere quasi l'unica persona che va a Londra e invece di tornare a casa con vestiti e scarpe nuovi, torna con buste di verdura, patate e cheddar. C'e' qualcosa che non va decisamente in me. :)

A parte le dovute prese in giro da parte del paese delle stoviglie, per l'appunto appena trasferito in UK, il mio sacchettino Sainsbury di pastinache e' arrivato integro e una parte di esso è stata impiegata per questo esperimento che cerca di fondere in maniera tutt'altro che tradizionale campania e vecchia inghilterra.

Per la scorta futura di pastinache ho comprato un comodo sacchettino di semi e spero di riuscire a corrompere qualche amorevole giardiniere amico con orto a seminarne qualcuna, con la promessa di cucinare in cambio piatti squisiti :D (hint! hint! qualcuno si sente chiamato in causa qui?? :D).


Perche' non fare la classica pasta e'pppatate (con tre p come dice la mia amica Titti) con ingredienti della tradizione inglese visto che la pastinaca puo' essere utilizzata al posto delle patate?
E' stato un po' un azzardo tentare la prima volta senza sapere cosa ne viene fuori da ste pastinache una volta cucinate ma devo dire che il risultato è stato notevolissimo e promosso a pieni voti!!

La cremosità della minestra è favorevolmente simile a quella delle patate, il sapore è una scoperta: sembra patata ma con un che di legnoso, poi c'e' il gusto deciso del cheddar anche se mild, e la scioglievolezza affumicata dello smoked bacon. La pasta è ovviamente una pasta mista (Garofalo :)). Si in effetti questo post è molto Gente del Fud, altra bellissima cosa di cui vi parlerò prossimamente.


Quindi se siete dei buongustai temerari e complice il freddino milanese di questi giorni, nonche' avete accesso a pastinache, vi invito a provare questa ricetta, liberamente ispirata alla pasta e'pppatate con la provola di Titti. Se proprio non trovate le pastinache potete sempre farla con le patate, sara' comunque inglese (si sa che gli inglesi sono grandi consumatori di patate.. ) XD

per 2-3 persone:

ingredienti:

3 cipolle piccole tipo salsera o una cipolla bionda grande
100gr di bacon affumicato a cubetti
4 pastinache piccole o due medie (circa 250gr)
150gr di pasta mista Garofalo
4 pomodorini maturi 
60gr di cheddar tipo mild
250ml di buon brodo di carne 
qualche foglia di salvia
3 cucchiai di olio
pepe nero
sale

Affettate la cipolla sottilmente e fatela stufare nell'olio a fuoco basso per qualche minuto in un tegame a bordi alti fino a che non diventa trasparente e si ammorbidisce. Aggiungere il bacon nel tegame e alzare il fuoco per renderlo croccante, stando attenti a non bruciare la cipolla. Aggiungere a questo punto le pastinache tagliate a cubetti piccoli (io non le ho pelate, solo pulite bene sotto l'acqua con uno spazzolino), i pomodorini schiacciati e il brodo di carne aumentando a fiamma vivace e coprendo il tegame con un coperchio. Mescolare di tanto in tanto per 10 minuti fino a far ammorbidire le pastinache: ci vuole un po' di piu' rispetto alle patate.
Calcolare a occhio se l'acqua è abbastanza per la cottura della pasta ed eventualemente aggiungerne mezzo bicchiere di calda: riportate ad ebollizione e calate la pasta con un paio di pizzichi di sale secondo gusto (il bacon potrebbe essere gia' salato, assaggiate!)
Mescolate di tanto in tanto cercando di schiacciare le pastinache contro i bordi: si sfalderanno donando consistenza alla minestra.
A cottura della pasta ultimata calate in padella anche il cheddar a cubetti, date una spolverata di pepe nero e mescolate bene. Fate riposare quel tanto che basta a fondere un po' il formaggio e servite subito accompagnando ogni porzione con una foglia di salvia, una spolverata di pepe nero e un filo d'olio d'oliva a crudo.

A me piace molto tagliare la salvia a listarelle sottili e aggiungerla mescolando bene alla pasta: penso che la salvia e il maiale sia davvero un matrimonio d'amore! :D

Buon appetito!


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